Che dire? Anzi che scrivere? Dopo aver valicato i 210.000 lettori delle mie recensioni quasi ho la sensazione di essere diventato un ” influencer” a mia insaputa! Tuttavia, forte del Nik name che ho dato a questo account sono certo che quasi nessuno sappia esattamente chi si celi dietro queste poche righe, e tanto basta per poter scrivere esattamente le mie personali opinioni libero da impacci professionali. Conosco da 40 anni la Urbani tartufi e da una buona decina Olga ed i suoi splendidi figli.Tuttavia ero ben lungi dal sapere che avesse iniziato questa esperienza mettendosi in gioco anche come ristoratrice! Un esperimento che ha del sovrumano, dell’inatteso, del magico quasi. Sodalizi esaltanti, dalle ostriche al pesce crudo, dalle spume di mare a qualsivoglia dessert in matrimonio perfetto nel gioco della mineralità del tartufo bianco di san Miniato ( credo, suppongo) fino all’unione quasi sessuale con tartufo nero dei boschi di cerro e carpino nero tipici delle terre natie di questa azienda straordinaria, in connubio meraviglioso con carni bovine e salse equilibrate, anche per la modesta concentrazione di burro. Dello skyline che dire? Nulla. Una cartolina sul futuro e sull’Asia meridionale. Il servizio? perfetto, così per la cantina di lignaggio superiore! Il prezzo? irrilevante rispetto al piacere che ha scaturito un investimento di questo tipo.

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